Storie nella pietra
Posada è cresciuta attorno a una collina che un tempo sorvegliava le rotte costiere. Il compito del castello era semplice: vedere lontano, segnalare in fretta e proteggere i granai e il porto sottostanti. Gli abitanti del luogo raccontano ancora la storia più famosa del castello, quella che ne spiega il nome. Durante un assedio, i difensori diedero le loro ultime fave a un piccione e lo lanciarono in volo verso il campo nemico. Vedendo l’uccello appesantito dal cibo, gli assalitori pensarono che la guarnigione avesse scorte abbondanti e tolsero l’assedio. Lo stratagemma funzionò, e il nome è rimasto, come racconta Sardegna Turismo qui.Come arrivare e la salita
Posada si trova sulla SS125 tra Olbia e Orosei. Parcheggiate sotto il centro storico e seguite i vicoli segnalati verso l’alto. Il percorso è a gradoni e pietroso, con brevi tratti più impegnativi. La maggior parte delle persone raggiunge la torre in 10-20 minuti, fermandosi per foto sotto gli archi e nelle piccole piazze. Il castello di solito è aperto dalla primavera all’autunno, e la luce soffusa del primo mattino e del tardo pomeriggio è ideale per la salita. In estate, evitate le ore più calde. È previsto un modesto biglietto d’ingresso per accedere alla torre; è utile avere spiccioli. Posada fa parte della rete “I Borghi più belli d’Italia”, che contribuisce a preservarne il nucleo storico e i corridoi visivi, secondo l’associazione Borghi più belli d’Italia qui.La vista: fiume, dune e mare aperto
Dai bastioni si legge il paesaggio come su una mappa: il Rio Posada che si snoda tra i campi, le dune e le spiagge di Su Tiriarzu e Orvile, e la linea pallida del Tirreno. Gran parte di questo mosaico fa parte della Riserva della Biosfera UNESCO “Tepilora, Rio Posada e Montalbo”, riconosciuta per il mix di habitat fluviali, costieri e montani qui.Un piano chiaro per una mezza giornata
Mattina nel borgo e al castello
- 09:00 Caffè nella piazza bassa. Uno sguardo verso la torre per valutare il percorso.
- 09:30 Camminata tra i vicoli di pietra verso la vetta. Prendetevi il tempo nell’ombra degli archi.
- 10:00 Visita al castello e salita alla torre. Riservate 30-45 minuti per la vista e le foto.
- 11:00 Passeggiata di ritorno tra i vicoli storici, con sosta alle piccole chiese e ai punti panoramici.
Pranzo e un pomeriggio tranquillo sulla costa
- 12:30 Pranzo in paese: carasau con pecorino locale, una semplice pasta ai frutti di mare, e un Vermentino fresco.
- 15:00 Tempo in spiaggia a Su Tiriarzu o Orvile. Sabbia ampia, acqua limpida, poca ombra.
- 18:30 Se il sito è aperto, tornate per la vista dell’ora dorata dal mastio. In alternativa, godetevi il tramonto da un belvedere del paese.
Note sui trasporti
- In auto: SS125 fino a Posada, con svolte segnalate per il centro storico. Parcheggio ai piedi del borgo antico.
- In autobus: i servizi regionali ARST collegano Olbia e Nuoro con Posada; verificate gli orari attuali e prevedete tempo extra per la salita a piedi dalla fermata.
Cosa osservare sul posto
- Le scale della torre sono strette; brevi attese facilitano il passaggio. Tenetevi al corrimano in discesa.
- La pietra sotto i piedi può essere levigata da secoli di passi. Le scarpe chiuse sono più sicure dei sandali.
- Portate acqua e protezione solare. In cima c’è poca ombra.
- Fotografia: il fiume si curva al meglio dalla piattaforma della torre; un obiettivo grandangolare aiuta a inquadrare dune e mare.
Sapori autentici e artigianato di qualità
Mantenete il pranzo semplice e locale: pane carasau con olio d’oliva, pecorino, bottarga di muggine grattugiata sulla pasta, e una fetta di seadas con miele. Per qualcosa da portare a casa, pensate alla qualità piuttosto che alla quantità:- Gioielli in filigrana: i lavori più raffinati provengono spesso dalle botteghe intorno a Dorgali e Bosa. Cercate argento o oro massiccio con marchi chiari del produttore.
- Sughero: se guidate verso nord attraverso la Gallura, visitate gli showroom intorno a Tempio Pausania o Calangianus per vassoi, sottobicchieri e tappi per vino ben rifiniti.
- Tessuti: tappeti e passatoie tessuti a mano da Aggius e Nule sono resistenti e sobri. Chiedete informazioni sui coloranti naturali e sull’origine della lana.
- Ceramiche: cercate pezzi con smaltatura uniforme e peso equilibrato; evitate oggetti con basi ruvide che graffiano i tavoli.





