Rovine di Nora, Sardegna, con vista sul mare.

Castello della Fava: Guida a Posada in un Giorno

Organizza una visita gratificante al Castello della Fava a Posada. Percorri i vicoli medievali, scopri la famosa leggenda e abbinala a spiagge e zone umide.

Di Floriana

Aggiornato il 15 luglio 2026

Indice
Sopra le case bianche di Posada, una torre slanciata veglia sulla piana del fiume e sul mare. Castello della Fava è un luogo piccolo con una grande storia, e la salita attraverso i vicoli medievali è già metà del piacere. Venite per la leggenda, restate per la vista, e concedetevi il tempo di girare per il paese dopo. 🏰

Storie nella pietra

Posada è cresciuta attorno a una collina che un tempo sorvegliava le rotte costiere. Il compito del castello era semplice: vedere lontano, segnalare in fretta e proteggere i granai e il porto sottostanti. Gli abitanti del luogo raccontano ancora la storia più famosa del castello, quella che ne spiega il nome. Durante un assedio, i difensori diedero le loro ultime fave a un piccione e lo lanciarono in volo verso il campo nemico. Vedendo l’uccello appesantito dal cibo, gli assalitori pensarono che la guarnigione avesse scorte abbondanti e tolsero l’assedio. Lo stratagemma funzionò, e il nome è rimasto, come racconta Sardegna Turismo qui.

Come arrivare e la salita

Posada si trova sulla SS125 tra Olbia e Orosei. Parcheggiate sotto il centro storico e seguite i vicoli segnalati verso l’alto. Il percorso è a gradoni e pietroso, con brevi tratti più impegnativi. La maggior parte delle persone raggiunge la torre in 10-20 minuti, fermandosi per foto sotto gli archi e nelle piccole piazze. Il castello di solito è aperto dalla primavera all’autunno, e la luce soffusa del primo mattino e del tardo pomeriggio è ideale per la salita. In estate, evitate le ore più calde. È previsto un modesto biglietto d’ingresso per accedere alla torre; è utile avere spiccioli. Posada fa parte della rete “I Borghi più belli d’Italia”, che contribuisce a preservarne il nucleo storico e i corridoi visivi, secondo l’associazione Borghi più belli d’Italia qui.

La vista: fiume, dune e mare aperto

Dai bastioni si legge il paesaggio come su una mappa: il Rio Posada che si snoda tra i campi, le dune e le spiagge di Su Tiriarzu e Orvile, e la linea pallida del Tirreno. Gran parte di questo mosaico fa parte della Riserva della Biosfera UNESCO “Tepilora, Rio Posada e Montalbo”, riconosciuta per il mix di habitat fluviali, costieri e montani qui.

Un piano chiaro per una mezza giornata

Mattina nel borgo e al castello

  • 09:00 Caffè nella piazza bassa. Uno sguardo verso la torre per valutare il percorso.
  • 09:30 Camminata tra i vicoli di pietra verso la vetta. Prendetevi il tempo nell’ombra degli archi.
  • 10:00 Visita al castello e salita alla torre. Riservate 30-45 minuti per la vista e le foto.
  • 11:00 Passeggiata di ritorno tra i vicoli storici, con sosta alle piccole chiese e ai punti panoramici.

Pranzo e un pomeriggio tranquillo sulla costa

  • 12:30 Pranzo in paese: carasau con pecorino locale, una semplice pasta ai frutti di mare, e un Vermentino fresco.
  • 15:00 Tempo in spiaggia a Su Tiriarzu o Orvile. Sabbia ampia, acqua limpida, poca ombra.
  • 18:30 Se il sito è aperto, tornate per la vista dell’ora dorata dal mastio. In alternativa, godetevi il tramonto da un belvedere del paese.

Note sui trasporti

  • In auto: SS125 fino a Posada, con svolte segnalate per il centro storico. Parcheggio ai piedi del borgo antico.
  • In autobus: i servizi regionali ARST collegano Olbia e Nuoro con Posada; verificate gli orari attuali e prevedete tempo extra per la salita a piedi dalla fermata.

Cosa osservare sul posto

  • Le scale della torre sono strette; brevi attese facilitano il passaggio. Tenetevi al corrimano in discesa.
  • La pietra sotto i piedi può essere levigata da secoli di passi. Le scarpe chiuse sono più sicure dei sandali.
  • Portate acqua e protezione solare. In cima c’è poca ombra.
  • Fotografia: il fiume si curva al meglio dalla piattaforma della torre; un obiettivo grandangolare aiuta a inquadrare dune e mare.

Sapori autentici e artigianato di qualità

Mantenete il pranzo semplice e locale: pane carasau con olio d’oliva, pecorino, bottarga di muggine grattugiata sulla pasta, e una fetta di seadas con miele. Per qualcosa da portare a casa, pensate alla qualità piuttosto che alla quantità:
  • Gioielli in filigrana: i lavori più raffinati provengono spesso dalle botteghe intorno a Dorgali e Bosa. Cercate argento o oro massiccio con marchi chiari del produttore.
  • Sughero: se guidate verso nord attraverso la Gallura, visitate gli showroom intorno a Tempio Pausania o Calangianus per vassoi, sottobicchieri e tappi per vino ben rifiniti.
  • Tessuti: tappeti e passatoie tessuti a mano da Aggius e Nule sono resistenti e sobri. Chiedete informazioni sui coloranti naturali e sull’origine della lana.
  • Ceramiche: cercate pezzi con smaltatura uniforme e peso equilibrato; evitate oggetti con basi ruvide che graffiano i tavoli.

Perché questo piccolo castello resta nella memoria

Castello della Fava è modesto nelle dimensioni, ma unisce il borgo, la piana del fiume e la costa in un’unica vista. La salita è breve, la leggenda memorabile, e l’ambientazione discretamente grandiosa. Dedicategli una mattina senza fretta, oppure inseritelo in una giornata rilassata al mare: sembrerà tempo ben spe­so.

Domande frequenti

Quanto dura la salita al Castello della Fava ed è impegnativa?

La maggior parte dei visitatori raggiunge la torre in 10–20 minuti, su un sentiero a gradini in pietra con alcuni brevi tratti più impegnativi. È probabile che vi fermiate tra archi ombreggiati e piccole piazzette per scattare foto; indossate scarpe chiuse per la pietra levigata e portate acqua e protezione solare, poiché la parte alta è per lo più priva di ombra.

Quando è aperto il Castello della Fava e qual è il momento migliore della giornata per visitarlo?

Il sito è generalmente aperto dalla primavera all'autunno, e la luce soffusa del primo mattino o del tardo pomeriggio è il momento migliore per la salita. In estate evitate le ore più calde; è previsto un modesto biglietto d'ingresso per la torre, quindi tenete a portata di mano qualche moneta.

Dove si parcheggia per il Castello della Fava e ci sono autobus per Posada?

Parcheggiate sotto il centro storico di Posada e seguite i vicoli segnalati in salita dalla deviazione sulla SS125. Gli autobus regionali ARST collegano anche Olbia e Nuoro con Posada: controllate gli orari aggiornati e prevedete tempo aggiuntivo per la salita a piedi dalla fermata.

Perché si chiama Castello della Fava e qual è la leggenda dietro il nome?

Il nome deriva da uno stratagemma con le fave usato durante un assedio. Secondo la leggenda, i difensori diedero le ultime fave rimaste a un piccione e lo liberarono verso il campo nemico; vedendo un uccello ben nutrito, gli assedianti pensarono che le scorte fossero ancora abbondanti e abbandonarono l'assedio: un racconto che gli abitanti del luogo tramandano ancora oggi.

Come posso organizzare una semplice mezza giornata a Posada attorno al castello?

Iniziate verso le 09:00 con un caffè, salite alle 09:30, visitate il castello entro le 10:00 (dedicate 30–45 minuti), poi tornate passeggiando tra i vicoli entro le 11:00. Dopo un pranzo semplice a base di piatti locali, prevedete una pausa in spiaggia alle 15:00 a Su Tiriarzu o Orvile, e tornate per godervi la vista dell'ora d'oro.

Quali cibi e artigianato locali dovrei assaggiare o acquistare vicino a Posada per un'esperienza autentica?

Mantenete il pranzo semplice—pane carasau con olio d'oliva e pecorino, pasta di mare arricchita con bottarga di muggine grattugiata, e seadas con miele—e acquistate meno souvenir ma di migliore qualità. Cercate filigrana da Dorgali o Bosa, sughero da Tempio Pausania o Calangianus, tessuti da Aggius o Nule, e ceramiche ben rifinite.

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