Che cosa è cresciuto nel 2026
I dati regionali provvisori da gennaio ad agosto 2026 indicano 3,32 milioni di arrivi (+4,0%) e 13,83 milioni di pernottamenti (+4,6%), circa 606.000 notti in più rispetto all'anno precedente. Il primo trimestre è stato leggermente al di sotto del 2025. Maggio è salito del 22,4%, pari a 293.000 pernottamenti, mentre giugno (+3,9%), luglio (+3,1%) e agosto (+2,0%) sono cresciuti più lentamente, e gli arrivi di agosto sono calati dello 0,5%. Il rapporto afferma che questo non basta per concludere che la stagione si stia spostando definitivamente verso i mesi di spalla, ma dimostra che la crescita del 2026 non è dipesa solo dal picco estivo. I visitatori stranieri hanno prodotto 7,33 milioni di pernottamenti (+10,1%) contro i 6,50 milioni degli italiani (-1,0%), portando la quota degli stranieri dal 50,3% al 53,0%. I tre aeroporti dell'isola hanno gestito 10,08 milioni di passeggeri da gennaio a settembre (+9,25%), 4,02 milioni dei quali a Olbia.
Dove e quando si concentrano i pernottamenti
Nel 2025, il 63,2% dei pernottamenti si è concentrato tra giugno, luglio e agosto e il 3,8% nei cinque mesi da novembre a marzo. Per sottrazione, aprile, maggio, settembre e ottobre insieme rappresentavano il 33,0%. I soggiorni sono durati in media 4,94 notti in alta stagione e 2,21 nei mesi freddi.
I 71 comuni costieri concentrano 435.733 dei 467.089 posti letto dell'isola (93,3%). I 306 comuni dell'entroterra hanno registrato nel 2025 343.673 arrivi e 897.857 pernottamenti, il 4,1% del totale, con una permanenza media di 2,61 notti contro le 4,33 della costa. I dieci comuni più frequentati, tutti costieri, hanno totalizzato 11.031.222 pernottamenti, il 50,6% del totale regionale. In testa c'è Alghero con 1.813.687, seguita da Arzachena, che comprende Porto Cervo (1.352.148), e da Olbia (1.161.262); Golfo Aranci è al 20º posto con 333.123. La provincia della Gallura ha registrato 7.696.261 pernottamenti, il 35,3% del totale dell'isola. Sulla base dei dati Eurostat, il rapporto osserva che la Sardegna ha il 5,8% dei posti letto italiani ma il 4,1% dei pernottamenti.
Dopo l'estate i voli si diradano
Le rotte di linea di Cagliari scendono da 109 in estate a 38 in inverno, e quelle internazionali da 68 a 13, anche se quest'inverno ha cinque rotte in più rispetto alle 33 dello scorso inverno, con voli in aumento del 18% e posti in aumento del 17%. Alghero offre 48 rotte in estate, 30 delle quali internazionali, e Olbia 89 destinazioni, ma Volotea mantiene pienamente operative durante l'inverno solo cinque rotte da Olbia e Ryanair taglia su entrambi gli aeroporti del nord. Il rapporto sostiene che i voli hanno bisogno di una domanda "alimentata da prodotti turistici realmente acquistabili" e definisce i trasporti interni "totalmente insufficienti".
Che cosa chiede il rapporto
Le conclusioni descrivono i risultati di quest'anno come "la parte emersa di un iceberg". Al di fuori delle località più forti, scrivono gli autori, il turismo è ancora troppo piccolo per sostenere reddito e occupazione per tutto l'anno e nelle zone interne. Sagre e eventi locali, aggiungono, non possono da soli creare una domanda destagionalizzata: "Servono siti archeologici e culturali effettivamente aperti, esperienze ambientali ed enogastronomiche organizzate, strutture ricettive adeguate e servizi affidabili". Indicano inoltre il turismo congressuale dove esistono strutture e competenze, e affermano che l'obiettivo non è soltanto distribuire la domanda esistente nell'arco dell'anno o dirottarla altrove, ma raggiungere viaggiatori che verrebbero per qualcosa di diverso dal mare.
Il punto di vista di una redattrice: aperti da aprile a ottobre
Olga Vasileva, redattrice di Sardinia Blog e responsabile marketing di Lion Development, la società che gestisce Rental12 a Olbia e che pubblica anche questo sito, afferma che il problema riguarda tanto ciò che è aperto quanto il modo in cui la gente arriva. "Le strutture ricettive ci sono, gli hotel ci sono. Quello che aiuterebbe davvero è che ristoranti, bar, musei e negozi fossero aperti dal 1° aprile almeno fino alla fine di ottobre. Chi viene ad aprile, a maggio, nella seconda metà di settembre o a ottobre scopre che anche a Olbia e nei paesi intorno è tutto chiuso e non c'è niente da fare. Se andate a Porto Cervo a metà ottobre è completamente chiusa, non c'è nessuno. Se a Porto Rotondo, a Golfo Aranci o a Porto Cervo restasse aperto qualche negozio, le persone potrebbero prendere un caffè e godersi il posto."
La Regione non può semplicemente ordinarlo. Fin dal decreto "Salva Italia" del 2011 (D.L. 201/2011, art. 31), la normativa nazionale ha eliminato i limiti agli orari e ai giorni di apertura di negozi, bar e ristoranti, e con la sentenza 299 del 2012 la Corte costituzionale ha respinto i ricorsi di otto regioni, tra cui la Sardegna, ritenendo che la materia rientri nella competenza dello Stato a tutela della concorrenza. Ciò che la Regione e i comuni controllano sono i propri calendari e le proprie risorse. I musei e i siti archeologici gestiti da enti pubblici aprono quando quegli enti decidono. La Regione finanzia inoltre posti di lavoro nella filiera turistica attraverso il programma So.La.Re, del valore di 21 milioni di euro nel 2026; quando fu annunciata l'edizione 2024, L'Unione Sarda riferì che il periodo coperto per i grandi operatori escludeva luglio e agosto.
Alcuni locali restano già aperti più a lungo. Il 26 settembre 2026 OlbiaNotizie ha elencato una ventina di ristoranti e bar di Porto Cervo ancora in attività: diversi hanno chiuso quel fine settimana, Il Clipper il 4 ottobre, Dante "fino a metà ottobre" e Hivaoa "fino a tutto ottobre".
Che cosa significa per chi visita l'isola
Aprile, maggio e ottobre offrono la Sardegna più tranquilla che molti visitatori cercano, ma con meno voli e, nelle località turistiche, con molti bar, ristoranti e negozi chiusi al di fuori dell'estate. Controllate gli orari dei voli e i giorni di apertura prima di prenotare.
Una nota sui dati
I dati comunali e provinciali provengono dall'osservatorio del turismo della Regione. I dati del 2026 sono provvisori e, secondo il rapporto, escludono gli affitti privati. Il rapporto elimina dalla sua analisi comunale 125.881 pernottamenti attribuiti erroneamente a Uta. Per i confronti tra regioni utilizza Eurostat, che colloca i pernottamenti della Sardegna nel 2025 a 21,72 milioni contro i 21,80 milioni della serie regionale. I dati di Alloggiati Web del ministero del Turismo, che comprendono gli affitti brevi, mostrano un aumento maggiore nel primo semestre (+9,4%) e sono uno strumento diverso. Il Sole 24 Ore ha riportato la quota di arrivi dei comuni dell'entroterra come 7,2%; il rapporto indica 6,6% (343.673 su 5.158.940 arrivi, che secondo i nostri calcoli corrispondono al 6,7%). La quota del 33,0% dei mesi di spalla è una nostra sottrazione tra due cifre del rapporto, non un dato da esso pubblicato.
Fonti: Centro Studi Confindustria Sardegna, Il turismo in Sardegna: crescita dei flussi e concentrazione territoriale, Report ottobre 2026 · Il Sole 24 Ore, 3 novembre 2026 · OlbiaNotizie, 26 settembre 2026 · Corte costituzionale, sentenza 299/2012 · Regione Sardegna, avviso So.La.Re 2026 · L'Unione Sarda, 2 maggio 2024
Foto: il porto vecchio di Porto Cervo nell'agosto 2018, di Klaus Bärwinkel, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons, ritagliata.
Letture correlate
Su Sardinia Blog: il conteggio della Regione da gennaio ad agosto 2026 per mercato; i tagli di Ryanair per l'inverno 2026 a Olbia e Alghero; e Capriccioli, dove il parcheggio resta a pagamento a ottobre dopo la chiusura dei servizi di spiaggia.
Sardinia Blog è pubblicato nell'ecosistema Rental12, un proprietario-gestore che affitta case di sua proprietà a Olbia e a Golfo Aranci, e non un property manager che opera per conto di altri proprietari. Il suo resoconto sulla promozione della Sardegna tutto l'anno ad acquirenti a Praga e il suo archivio stampa sono dichiarazioni aziendali, non prove indipendenti.
