Cosa ha riportato il convegno
L'evento, La nuova domanda abitativa come opportunita per le imprese edili artigiane della Sardegna, si e tenuto al Blu Marine Conference Center di Olbia il 17 ottobre 2026, organizzato da Confartigianato Imprese Sardegna e ANAEPA Confartigianato Edilizia. Tra i dati riportati dal dossier Nomisma figurano:
Circa 319.000 case su circa 1.049.000 prive di residenti stabili, il 30,4%, con la quota sopra il 50% nelle aree interne
15.119 compravendite immobiliari su 18.797 nel 2025 sulle coste, oltre l'80%, con la Gallura Nord-Est al 21,7% delle vendite regionali
Spese per abitazione e utenze pari al 33,5% del reddito delle famiglie sarde, contro una media europea del 26,6%, e circa il 40% del budget mensile di consumo
Permessi di costruire per nuove abitazioni in aumento del 9,4% nel 2025, contro un calo nazionale del 6,1%
Un dato distinto, secondo cui il 61,3% delle abitazioni occupate sarebbe stato costruito prima del 1980, e attribuito all'ufficio studi interno di Confartigianato Sardegna e non a Nomisma. L'eta di per se non dimostra che un edificio sia in cattivo stato o inabitabile.
Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, ha detto a proposito della tendenza: Non possiamo considerare questo scenario inevitabile e irreversibile, non possiamo considerare questo scenario inevitabile e irreversibile. Stefano Crestini, presidente nazionale di ANAEPA Confartigianato Edilizia, ha dichiarato: la sfida dell'edilizia non e piu costruire nuovi agglomerati, ma riqualificare il patrimonio esistente, la sfida dell'edilizia non e piu costruire nuovi agglomerati, ma riqualificare il patrimonio esistente. Entrambe le citazioni sono riportate cosi come emerse dal convegno.
Lo stesso totale era gia stato pubblicato ad aprile
L'11 aprile 2026 l'ANSA ha riportato i dati presentati dal centro studi di AIGAB all'evento Extra2026 a Cagliari: 1.049.263 abitazioni in Sardegna, 319.211 delle quali senza occupanti residenti, e 37.094 pubblicizzate online per soggiorni brevi. Si tratta degli stessi totali di ottobre, a meno di arrotondamenti.
Il fatto che due studi di organizzazioni diverse giungano a uno stock abitativo identico e a un identico numero di abitazioni senza residenti e cio che ci si aspetterebbe se entrambi si basassero sulla stessa base dati ISTAT, non e la prova che il dato sia aumentato. Ne l'anno di riferimento ne le tabelle sottostanti sono state pubblicate, e abbiamo chiesto a Nomisma e agli organizzatori di fornire entrambe. Fino al loro arrivo, il dato andrebbe letto come una stima di stock di datazione incerta, non come una misurazione relativa a quest'anno.
Anche le percentuali riportate prima e dopo il convegno differiscono. L'anteprima ANSA del 14 ottobre usava 320.000 e il 32%; i resoconti successivi al convegno usano 319.000 e il 30,4%. L'aritmetica sostiene la seconda coppia di dati. Una casa su mille non puo spostare una percentuale di 1,6 punti, quindi dietro il dato precedente c'e un denominatore diverso oppure un'approssimazione poco rigorosa.
Cosa conta realmente la categoria
La Banca d'Italia afferma chiaramente che i dati ISTAT per questa categoria comprendono le abitazioni non occupate, cioe vuote, oppure occupate solo da persone non residenti li. La seconda casa di una famiglia, usata ogni agosto, rientra nello stesso totale di una casa crollata in un paese spopolato e di un appartamento affittato ai turisti.
Cio rende rischiose diverse operazioni comuni. Sottrarre i 51.597 codici CIN dalle 319.000 case senza residenti non produce un conteggio delle case davvero vuote: le due definizioni sono diverse, riferite a momenti diversi, e nessuno ha dimostrato che ogni codice registrato corrisponda a un'abitazione inclusa in quel totale di stock. Un resoconto del convegno ha diviso le due cifre ottenendo il 16,2%; la divisione e aritmeticamente corretta ma non dice nulla sull'appartenenza a un sottoinsieme. Le registrazioni CIN riguardano inoltre piu che i soli affitti di intere abitazioni, e una registrazione non e prova di un'attivita in corso.
Cosa mostrano le evidenze indipendenti
Il rapporto regionale della Banca d'Italia di giugno 2026 e il controllo indipendente piu utile, e il risultato e ambivalente. Conta 47.217 immobili in Sardegna destinati alla locazione breve all'inizio del secondo trimestre 2026, il 96% di tutte le strutture turistiche contro il 91% a livello nazionale, e circa tre unita turistiche ogni cento abitanti, l'incidenza piu alta rispetto alla popolazione nel Sud Italia. Nei comuni turistici il 38% delle abitazioni non ha occupanti residenti, contro il 26% altrove, e il prezzo medio nel 2024 era di 1.587 euro al metro quadro contro 714 euro nei comuni non turistici.
Lo stesso rapporto complica poi il quadro. Il suo rapporto prezzo/reddito e 9,8 nei comuni turistici contro 5,3 altrove, ma tra il 2015 e il 2024 tale rapporto e sceso in quasi tutti i comuni sardi, e in modo piu marcato proprio in quelli turistici, perche i redditi pro capite sono cresciuti piu velocemente dei prezzi. Livelli di prezzo elevati e un miglioramento della sostenibilita nel tempo convivono entrambi nei dati ufficiali. Il rapporto descrive un'associazione positiva tra alloggi turistici privati e il rapporto prezzo/reddito; non quantifica un effetto causale sugli affitti.
Perche un edificio non e un'offerta abitativa
Un'abitazione conta come alloggio solo quando corrisponde alla collocazione, al budget, alle condizioni e alle esigenze di accesso di una famiglia. Una casa in un comune dell'interno che ha perso la scuola e il servizio di autobus non e intercambiabile con un appartamento abitabile tutto l'anno vicino a un posto di lavoro a Olbia, qualunque cosa dica la percentuale regionale. Anche la stagionalita conta: un appartamento offerto da ottobre a maggio puo servire uno studente o un lavoratore stagionale e tuttavia non rispondere alle esigenze di una famiglia che necessita di una locazione continuativa.
L'argomento della riqualificazione sostenuto al convegno e un meccanismo reale, cosi come lo e la competizione tra uso turistico e uso residenziale in quartieri specifici. Entrambi possono essere veri contemporaneamente, in luoghi diversi. Stabilire quale prevalga dove richiede prove a livello di singolo edificio sull'uso precedente e sull'occupazione effettiva dopo la riqualificazione, non un rapporto regionale. Sardinia Blog fa parte dell'ecosistema Rental12, la cui attivita di affitti brevi a Olbia e Golfo Aranci ha pubblicato una propria analisi a sostegno della tesi della riqualificazione. Segnaliamo questo legame e trattiamo quell'analisi, cosi come il dossier del convegno, come una posizione che necessita di supporto documentale e non come un dato acquisito.
Una nota sui numeri
Nessuno dei dati del convegno e stato pubblicato con le relative tabelle sottostanti, quindi qui vengono tutti riportati come affermazioni attribuite, non come conteggi verificati. L'anno di riferimento dello stock abitativo e sconosciuto. I dati sulle compravendite descrivono transazioni avvenute nel 2025, che misurano l'attivita di mercato e non l'offerta di case in affitto. Il 33,5% del reddito e il 40% dei consumi sono denominatori diversi e non vanno sommati ne confrontati tra loro. La quota di abitazioni senza residenti stabili e una media regionale che puo nascondere una forte concentrazione in poche strade e valori quasi nulli altrove, motivo per cui da essa non discende alcuna conclusione a livello comunale su Olbia.
Fonti: ANSA, anteprima del convegno, 14 ottobre 2026 · Sardegna Tomorrow, resoconto del convegno, 17 ottobre 2026 · San Gavino Monreale Net, resoconto del convegno, 17 ottobre 2026 · ANSA, dati AIGAB, 11 aprile 2026 · Banca d'Italia, L'economia della Sardegna, giugno 2026 (PDF) · ISTAT, comunicato sulle abitazioni occupate, 11 febbraio 2026 · RAI TGR Sardegna, 17 ottobre 2026
