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Tavolara Bay rinuncia al beach club di Cala Finanza e rimuoverà i prefabbricati a Villa Joy

Tavolara Bay ha congelato il suo progetto di beach club a Cala Finanza e rimuoverà i prefabbricati accanto a Villa Joy, riporta L'Unione Sarda il 16 ottobre. La società, veicolo italiano del gruppo brasiliano JHSF, proprietario del marchio alberghiero Fasano, aveva previsto di trasformare la villa esistente a Loiri Porto San Paolo in un ristorante e in un beach club Fasano Al Mare con unità di glamping removibili. Dopo un sopralluogo congiunto, il Corpo Forestale ha autorizzato interventi di ripristino ambientale in aree specifiche, su richiesta della stessa società. Il giornale descrive questo come il primo passo di un approccio cambiato. Jorge Pauli Niubo, country director per l'Italia di JHSF, ha dichiarato al giornale che il progetto era stato regolarmente autorizzato e che la società ha richiesto il permesso di ripristino non appena le circostanze sono cambiate. Ha affermato che il rispetto delle regole e la tutela di un luogo unico vengono prima di qualsiasi interesse commerciale, e che il legame dell'azienda con Porto San Paolo resta saldo. Ha inoltre precisato che la società si riserva le proprie posizioni legali. I moduli prefabbricati accanto a Villa Joy restano sotto sequestro giudiziario, e la società afferma di voler riportare l'edificio alla sua destinazione residenziale originaria. La mossa segue un sequestro e due revoche, non una sconfitta giudiziaria nel merito. Villa Joy è stata sequestrata il 4 agosto dalla Procura di Tempio Pausania, e cinque persone sono indagate per presunti reati edilizi e paesaggistici. Nessuna di esse è stata incriminata o condannata. L'associazione ambientalista GrIG ha accolto con favore il dietrofront il 17 ottobre, ma ha avvertito che i tentativi di sviluppo immobiliare su quel tratto di costa potrebbero non essere finiti. Per i visitatori questo significa che l'insenatura sotto Villa Joy resta com'è per ora, senza beach club né unità di glamping nella prossima stagione.

18 October 2026

Source: L'Unione Sarda

L'isola di Tavolara vista dalla riva a Porto San Paolo attraverso acque limpide e basse, con ville sul promontorio a destra, Gallura, Sardegna

Cosa si è impegnata a fare l'azienda

Tavolara Bay S.r.l., il veicolo italiano del gruppo brasiliano JHSF, ha congelato il progetto di beach club e glamping a Villa Joy e ha chiesto al Corpo Forestale il permesso di ripristinare parti del sito. L'Unione Sarda ha riportato il 16 ottobre che l'autorizzazione è stata concessa dopo un sopralluogo congiunto nella cala, e che l'azienda intende rimuovere tutti i moduli prefabbricati collocati accanto alla villa e riportare l'edificio alla sua originaria destinazione residenziale. I moduli restano sotto sequestro giudiziario. Il quotidiano definisce il permesso di ripristino il primo passo di un nuovo approccio, non la conclusione della vicenda.

Jorge Pauli Niubo, country director per l'Italia di JHSF, viene citato nel dire che il progetto «era stato debitamente autorizzato», cioè era stato regolarmente autorizzato, e che «quando le circostanze sono cambiate, abbiamo presentato un'istanza di autorizzazione», quando le circostanze sono cambiate, è stata presentata una richiesta di autorizzazione. Egli inquadra la decisione come una questione di principio: «per noi, rispettare le regole e proteggere un luogo unico come l'Area Marina Protetta di Tavolara - Punta Coda Cavallo viene prima di qualsiasi interesse commerciale», per noi rispettare le regole e proteggere un luogo unico come l'Area Marina Protetta di Tavolara - Punta Coda Cavallo viene prima di qualsiasi interesse commerciale. Aggiunge che «il nostro legame con Porto San Paolo, dunque, rimane solido», il legame con Porto San Paolo resta saldo, mentre l'azienda si riserva le proprie posizioni legali. L'italiano è quello pubblicato da L'Unione Sarda; l'inglese è una nostra traduzione.

Come si è arrivati a questo punto a Cala Finanza

Ciò che JHSF ha presentato commercialmente come Fasano Sardegna era una visione da circa 200 milioni di euro comprendente un hotel a cinque stelle, ville, un campo da golf e un porto turistico, con un obiettivo fissato al 2028, come descritto da Il Sole 24 Ore. Ciò che è stato effettivamente presentato a Cala Finanza era di dimensioni ben più ridotte: la conversione dell'esistente Villa Joy in un ristorante e in un beach club Fasano Al Mare, oltre a unità di glamping removibili, senza alcun aumento di volumetria.

Il progetto era stato approvato tramite la corsia preferenziale della ZES Unica del governo, nonostante i pareri negativi della Regione Sardegna, della Soprintendenza di Sassari, del Corpo Forestale e del Ministero della Cultura. Una petizione ha raccolto circa 103.000 firme, e un presidio di protesta ha occupato la spiaggia per mesi. Il 30 giugno 2026 il Comune di Loiri Porto San Paolo ha revocato la variazione urbanistica che aveva reso possibile il progetto, e il 1° luglio il Dipartimento per il Sud ha revocato l'autorizzazione ZES. Il 29 luglio il TAR Sardegna ha respinto la richiesta di sospensione di tali revoche, che sono rimaste quindi in vigore mentre la causa prosegue.

L'indagine penale

Il 4 agosto la Procura di Tempio Pausania ha posto sotto sequestro Villa Joy, piste sterrate non autorizzate, i moduli prefabbricati e un'area contenente resti archeologici. L'11 agosto il giudice per le indagini preliminari Marcella Pinna ha confermato il sequestro, accogliendo due accuse centrali: che Villa Joy fosse stata utilizzata come struttura ricettiva, operando come ristorante con un'area attrezzata di circa 540 metri quadrati, senza autorizzazione, e che fossero state realizzate piste sterrate senza permesso.

Cinque persone risultano indagate per presunti abusi edilizi e paesaggistici. Sardiniapost le ha indicate come Felipe Goes De Faria, presidente di Tavolara Bay, Alberto Biancu, amministratore della società, Gian Paolo Biancu, imprenditore edile ed ex sindaco di Loiri Porto San Paolo, e Cristian Pireddu e Sergio Domenico Gonario Russo, direttori dei lavori. Essere indagati in Italia non equivale a un'accusa formale né a una condanna, e tutti e cinque sono presunti innocenti. La posizione riportata della Procura è che l'autorizzazione ZES fosse di per sé infondata, poiché un cambio di destinazione d'uso non era possibile su un immobile che era stato oggetto di condono edilizio.

Ciò che non è ancora definito

L'udienza del TAR sul merito dei ricorsi dell'azienda è fissata per dicembre, mentre il ricorso della Regione è previsto per il 17 febbraio 2027. Non è stato riportato se un'udienza precedente sugli ordini di demolizione e ripristino sia ancora valida. La valutazione archeologica della Soprintendenza non è stata resa pubblica. Tavolara Bay non ha presentato alcuna richiesta di risarcimento danni contro lo Stato e si è limitata a riservarsi le proprie posizioni. Non è stato riportato se la rimozione dei prefabbricati sia effettivamente iniziata, e JHSF non ha annunciato alcun cambiamento al suo programma italiano più ampio.

Il gruppo ambientalista GrIG, che ha seguito la vicenda dall'inizio, ha accolto con favore la ritirata del 17 ottobre, ma ha sostenuto che i tentativi di sviluppo immobiliare su quella costa potrebbero non essere finiti. Nota inoltre che il ravvedimento operoso, il rimedio volontario previsto dall'articolo 181, comma 1-quinquies del decreto legislativo 42/2004, può estinguere un reato paesaggistico se il ripristino viene effettuato correttamente, ma non ha alcun effetto sulle violazioni del codice edilizio.

Una nota sulle fonti

Vale la pena segnalare chiaramente tre cautele. GrIG scrive che il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro, ma non fornisce né data né dettagli, e non abbiamo trovato alcun quotidiano sardo che lo riporti, quindi viene qui ripreso come resoconto di GrIG e non come fatto accertato. La data dell'udienza del TAR di dicembre è indicata come 2 dicembre da Sardiniapost e come 15 dicembre da GrIG, e nessuna delle due fonti ha corretto l'informazione, motivo per cui in questo articolo si parla solo genericamente di dicembre. Inoltre, l'edizione inglese de L'Unione Sarda riporta un titolo tradotto automaticamente che afferma che il sequestro è illegittimo, mentre il testo in italiano afferma che i magistrati mettono in discussione la legittimità del permesso ZES. Si tratta di affermazioni diverse, ed è quella in italiano a dover essere seguita.

Fonti: L'Unione Sarda, 16 ottobre 2026 · GrIG, 17 ottobre 2026 · L'Unione Sarda, 11 agosto 2026 · Sardiniapost, 11 agosto 2026 · L'Unione Sarda, edizione inglese, 5 agosto 2026 · Sardiniapost, 30 luglio 2026 · Il Sole 24 Ore

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