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La Sardegna seconda in Italia per occupazione estiva 2026 con il 67,2%, quarta a settembre

La Sardegna si è classificata seconda in Italia per occupazione nell'estate 2026, a soli un decimo di punto da Trento, secondo quanto comunicato il 12 settembre dal Ministero del Turismo. Il tasso è stato del 67,2%. Il dato indica la quota di strutture ricettive vendute sulle principali agenzie di viaggio online e prenotate tra il 15 giugno e il 15 settembre, misurata da The Data Appeal Company, e non la serie ufficiale dell'occupazione dei posti letto. Il tasso sardo è stato superiore del 13% rispetto all'estate 2025. L'Italia ha registrato in media il 61,8%, davanti a Spagna (54,7%) e Francia (45,6%), con oltre 276 milioni di pernottamenti da giugno ad agosto, il 2% in più rispetto al 2025. Settembre racconta un'altra storia. Nella rilevazione di settembre del ministero la Sardegna scende al quarto posto con il 56,5%, dietro a Veneto (59,2%), Lazio (58,5%) e Sicilia (57,8%), e supera di soli 0,3 punti la media nazionale del 56,2%. La stagione più lunga resta comunque visibile nei dati ufficiali del 2025, in cui settembre (3.485.434 presenze) ha superato giugno, e nel calendario dei porti: 54 dei 96 approdi di navi da crociera di lusso previsti per il 2026 cadono tra settembre e dicembre. L'assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu ha dichiarato a La Nuova Sardegna che l'isola non può essere venduta come un prodotto solo balneare, perché i mesi di punta sono quasi tutto esauriti. Gli operatori affermano che i visitatori in più spendono meno. Gian Battista Piana, direttore regionale dell'associazione di categoria Confesercenti, ha dichiarato il 28 agosto che gli operatori segnalano un calo della spesa nei ristoranti e nei servizi turistici del 20-25%, fino al 40% in alcune zone, dati che a suo dire le statistiche ufficiali devono ancora confermare. Per i visitatori questo significa che luglio e agosto restano le settimane più difficili da prenotare, mentre settembre offre più disponibilità, con un'occupazione ancora leggermente superiore alla media italiana.

Fonte: Ministero del Turismo