Cosa è successo alla famiglia
Secondo L'Unione Sarda e SardegnaTomorrow, entrambi del 23 ottobre:
2024: una coppia il cui figlio è nato il 6 gennaio 2023 trasferisce la residenza in un paese di circa 2.000 abitanti dell'Alta Gallura e inizia a ricevere l'assegno di natalità di 600 € al mese. La nota della Regione citata da L'Unione Sarda colloca il trasferimento al 29 marzo 2024, a meno di tre mesi dal primo compleanno del bambino; il testo del giornale parla invece della fine del 2024. Nessuna delle due testate indica il nome del paese.
2025: gli uffici regionali sostengono che il bonus non può essere erogato se il trasferimento non è avvenuto nell'anno di nascita del figlio, e il beneficio viene revocato. I genitori temono di dover restituire quanto hanno percepito.
Da luglio 2025: il comune del paese e la Regione si scambiano lettere su come applicare la norma.
24 giugno 2026: in una nota su questo caso, la Regione afferma che la condizione è soddisfatta se il trasferimento avviene entro il primo anno di vita del bambino, anche a cavallo di due anni solari. Il trasferimento della famiglia è avvenuto dopo il primo compleanno, quindi la Regione ritiene comunque non dovuto il pagamento.
La famiglia ricorre al TAR, il tribunale amministrativo regionale, tramite l'avvocato Alberto Piccinnu.
Il 26 ottobre SardegnaTomorrow ha riferito che la Direzione generale delle Politiche sociali aveva ribaltato la propria interpretazione prima della decisione del tribunale, eliminando l'esclusione legata al primo anno di vita del bambino, e che il bonus della famiglia era stato ripristinato. L'Unione Sarda, tre giorni prima, scriveva soltanto che la Regione sarebbe stata al lavoro su un nuovo provvedimento. «Il requisito della coincidenza con l'anno di nascita del minore non è presente nella legge né nel modulo di domanda» (il requisito secondo cui il trasferimento deve coincidere con l'anno di nascita del figlio non compare né nella legge né nel modulo di domanda), ha dichiarato Piccinnu a SardegnaTomorrow il 23 ottobre.
Cosa dicono davvero le regole
Il bonus nasce dall'articolo 13 della legge regionale n. 3 del 9 marzo 2022. È partito nei comuni fino a 3.000 abitanti ed è stato esteso dal 2024 a quelli fino a 5.000, sulla base dei dati ISTAT sulla popolazione a fine 2022. Eroga 600 € al mese per il primo figlio nato, adottato o in affido preadottivo, e 400 € per ogni figlio successivo, fino al compimento dei cinque anni del bambino. Le famiglie devono mantenere la residenza nel comune per almeno cinque anni.
La condizione relativa ai tempi è cambiata tra due serie di linee guida della Giunta regionale:
Linee guida del 1° giugno 2023 (Delib.G.R. 19/80): le famiglie dovevano risiedere, o trasferirsi, in un comune con meno di 3.000 abitanti e mantenere la residenza per cinque anni, con il pagamento che decorre dalla data del trasferimento. Non è previsto alcun termine legato alla nascita del figlio.
Linee guida del 5 giugno 2025 (Delib.G.R. 30/52): le famiglie devono «abbiano trasferito la residenza da un Comune con popolazione maggiore a uno con popolazione inferiore ai limiti indicati nell'anno della nascita del figlio», cioè essersi trasferite da un comune più grande a uno che rientra nei requisiti nell'anno di nascita del figlio.
Le linee guida del 2025 sono intitolate ai nati dal 2025, ma i loro requisiti valgono anche per i nati dal 2022, e chi già beneficia del bonus deve ripresentare la domanda ogni anno, così che i comuni possano verificare che i requisiti siano ancora soddisfatti. La condizione dell'anno di nascita non compare nelle linee guida del 2023 né negli avvisi comunali del 2024 che abbiamo consultato; compare invece nelle linee guida di giugno 2025. Se possa essere applicata a un trasferimento avvenuto nel marzo 2024 è ciò che Piccinnu contesta. L'Unione Sarda riferisce che l'avvocato si appoggia alla legge del 2022, alla sua modifica del 2024 e al modulo di domanda del 2024.
Non tutti i comuni descrivono la regola allo stesso modo. L'avviso di febbraio 2026 del comune di Domus de Maria, per esempio, chiede soltanto che le famiglie si siano trasferite in un comune con meno di 5.000 abitanti e vi restino cinque anni, senza alcun termine legato alla nascita.
Cosa non è stato confermato
Non siamo riusciti a trovare il documento regionale che ribalta l'interpretazione, né una sentenza del TAR. Il ribaltamento è riportato da una sola testata, SardegnaTomorrow, che precisa inoltre come esso non comporti automaticamente il riconoscimento per tutte le domande in precedenza escluse, perché gli altri requisiti vanno comunque verificati. Piccinnu continua a chiedere al TAR di pronunciarsi, in modo che sia chiarita la legittimità della vecchia esclusione. Nessuna fonte indica quante famiglie siano state respinte, revocate o invitate a restituire le somme.
I fondi in gioco
La pagina della Regione elenca impegni per 51.400.000 € per il 2026, 51.400.000 € per il 2027 e 50.000.000 € per il 2028, tutti firmati il 24 dicembre 2025. I comuni gestiscono le domande e i controlli; la Regione trasferisce i fondi in due tranche all'anno.
Il bonus si affianca a un nuovo incentivo annunciato il 23 ottobre: fino a 20.000 € per gli under 40 che trasferiscono la residenza in Sardegna, fino a 30.000 € nei comuni con meno di 5.000 abitanti, come riportato da La Nuova Sardegna. Il bando non è ancora stato pubblicato.
Cosa possono fare le famiglie
Le domande vanno presentate al comune di residenza o di nuova residenza, che verifica i requisiti. Le famiglie rifiutate o revocate perché il trasferimento non è avvenuto nell'anno di nascita o nel primo anno di vita del figlio possono chiedere all'ufficio servizi sociali del proprio comune se la pratica sarà riesaminata secondo la nuova interpretazione, e chiedere che la decisione venga comunicata per iscritto. Chi riceve una richiesta di restituzione potrebbe voler chiedere una consulenza legale prima di pagare.
Una nota sui numeri
I due articoli di SardegnaTomorrow descrivono il paese in modo diverso: circa 2.000 abitanti il 23 ottobre, circa 2.500 il 26 ottobre; anche L'Unione Sarda indica circa 2.000. Le linee guida sono incoerenti sulla soglia, perché riportano «meno di 5.000» nel titolo e «5.000 o meno» nel testo. Importi e condizioni indicati sopra provengono dalle linee guida del 2023 e del 2025; la nota di giugno 2026 e il ribaltamento di ottobre sono noti solo attraverso articoli di stampa. Non abbiamo visto le linee guida originarie del 2022, sostituite da quelle del 2023.
Foto: un vicolo di Mamoiada, uno dei paesi sardi con meno di 5.000 abitanti in cui si applica la misura. Foto: Sardinia Blog.
Fonti: SardegnaTomorrow, 26 ottobre 2026 · SardegnaTomorrow, 23 ottobre 2026 · L'Unione Sarda, 23 ottobre 2026 · Regione Sardegna, bonus bebè · Linee guida, Delib.G.R. 30/52 del 5 giugno 2025 · Linee guida, Delib.G.R. 19/80 del 1° giugno 2023 · Comune di Domus de Maria, 19 febbraio 2026 · La Nuova Sardegna, 23 ottobre 2026
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