Cosa dicono le regole 2026-27
La stagione è fissata dal decreto n. 20 del 7 agosto 2026 dell'assessora regionale all'Ambiente, Rosanna Laconi. Il cinghiale si può cacciare dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, le stesse date fissate per la stagione precedente dal Comitato Regionale Faunistico. La caccia è consentita la domenica, il giovedì e nei giorni festivi infrasettimanali; il decreto precisa che in Sardegna la caccia è consentita solo due giorni fissi a settimana.
Metodo: battute, oppure caccia vagante con il cane.
Limite di carniere: non più di 5 cinghiali ogni 5 fucili, o frazione di 5, e non più di 40 per gruppo al giorno. La battuta deve interrompersi una volta raggiunto il limite; gli animali abbattuti per errore oltre il limite vanno in beneficenza secondo le indicazioni della provincia.
Armi: la canna rigata può essere usata solo per cinghiale e volpe, anche nelle battute. Le palle blindate sono vietate nelle armi a canna rigata.
Sicurezza: i cacciatori e i battitori nelle battute al cinghiale o alla volpe devono indossare indumenti ad alta visibilità.
Carne e malattie: la carne di cinghiale non può essere consumata né ceduta finché un campione di diaframma di almeno 60 grammi non sia risultato negativo alla Trichinella, in base a un decreto regionale del 2013. I cacciatori sono invitati a segnalare ai veterinari dell'azienda sanitaria locale qualsiasi carcassa di cinghiale rinvenuta, nell'ambito della sorveglianza sulla peste suina africana.
Da dove nasce la regola sul fucile a canna rigata
I fucili a canna rigata nelle battute al cinghiale non sono una novità. Il 19 gennaio 2011 il Consiglio regionale ha modificato l'articolo 41 della legge sulla caccia del 1998 per consentire la canna rigata («o a canna rigata») oltre a quella liscia; la modifica è la Legge regionale n. 5 del 21 gennaio 2011. La stessa legge ha dato all'assessore all'Ambiente il potere di adottare deroghe fino a un mese, per motivi tra cui la sicurezza pubblica e la prevenzione di gravi danni a colture e allevamenti, previo parere di un istituto faunistico regionale o, finché non ne esista uno, di un comitato di tre esperti. Il governo nazionale ha impugnato quella clausola e la Corte costituzionale ha respinto il ricorso con la sentenza n. 16 del 2012.
Stagioni più lunghe: richieste, per lo più respinte
Nel gennaio 2023 la giunta regionale dell'epoca ha chiesto ai ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura di aggiungere quattro domeniche di caccia al cinghiale a febbraio. Il 3 febbraio 2023 l'allora assessore all'Ambiente, Marco Porcu, ha dichiarato che la richiesta non poteva andare avanti perché l'ISPRA, l'istituto nazionale di ricerca ambientale, e il ministero dell'Ambiente avevano espresso pareri negativi.
Per la stagione 2025-26 la Regione ha aggiunto una sola giornata, sabato 31 gennaio 2026, con decreto del 23 gennaio 2026. Il Gruppo d'Intervento Giuridico (GRIG) e la Lega per l'Abolizione della Caccia (LAC) hanno definito assurda la proroga. Sostengono che la caccia non selettiva, i rilasci di animali a scopo venatorio, gli incroci con i maiali domestici e i rifiuti lasciati vicino ai centri abitati siano ciò che diffonde i cinghiali e ne aumenta i danni.
Il 29 ottobre 2025 Fratelli d'Italia ha presentato una proposta di legge, con primo firmatario il consigliere Emanuele Cera, per riscrivere la legge del 1998. Prevede di prolungare la caccia al cinghiale fino ai primi dieci giorni di febbraio, di aggiungere daino, storno, tortora dal collare e piccione selvatico urbano alle specie cacciabili, e di introdurre il controllo straordinario del cinghiale e indennizzi per gli agricoltori. Da allora non abbiamo trovato traccia di un voto in commissione.
Strade, centri abitati e isole
Il 28 novembre 2025 la Regione ha comunicato 6.995 incidenti stradali causati da animali selvatici dal 2020 a quella data, contro i 2.991 del quinquennio precedente, con il cinghiale come specie più coinvolta. Ha ripartito 324.000 euro in parti uguali tra Alghero, Arzachena, Sassari e Olbia, i comuni con più collisioni con cinghiali, e ha assegnato 136.000 euro a Sarroch e Castiadas per gli incidenti con il cervo sardo. Laconi ha definito la fauna selvatica «un fenomeno in costante crescita, difficile da contenere» (nostra traduzione dall'originale italiano: un fenomeno che continua a crescere ed è difficile da contenere). Il 9 novembre 2025 L'Unione Sarda ha riportato che un medico di Bitti era morto quando la sua auto aveva colpito un cinghiale sulla strada Sassari-Olbia; i sindaci locali hanno chiesto barriere per tenere i cinghiali «e altri animali vaganti» lontani dalla carreggiata, e abbattimenti mirati.
A Olbia i cinghiali vengono segnalati almeno dalla primavera del 2024 a Poltu Cuadu, a Olbia Mare e nei dintorni dell'aeroporto. Un protocollo tra il Comune, la Regione, la provincia, l'agenzia forestale Forestas, l'azienda sanitaria e il corpo forestale, approvato dal commissario straordinario del Comune il 14 novembre 2024, prevede trappole a gabbia e multe per chi dà da mangiare ai cinghiali. Dopo una petizione con più di 1.000 firme, l'assessora ha autorizzato il piano di contenimento con decreto n. 36/7812 del 17 dicembre 2025, pubblicato sul bollettino regionale il 2 gennaio 2026. Il 3 marzo 2026 Olbia.it ha riferito di un gruppo di 11 cinghiali presso il centro di raccolta rifiuti CAM e di nessuna cattura finora. Il 27 luglio 2026 il sindaco Settimo Nizzi ha detto al consiglio comunale che le catture sarebbero iniziate a breve («Inizieranno a breve la cattura dei cinghiali»; nostra traduzione: le catture dei cinghiali inizieranno a breve), dopo un incontro con Forestas e la provincia, e il 31 luglio L'Unione Sarda ha riferito che il piano non era ancora operativo. A livello locale ci è stato detto che le catture sono iniziate in ottobre, dopo la stagione estiva; non abbiamo trovato conferme pubbliche da parte del Comune o della provincia, né alcun dato sul numero di animali catturati.
Al largo della costa sud-occidentale, il 27 gennaio 2026 la Regione ha approvato un piano per eradicare il cinghiale dall'isola di San Pietro tra il 2025 e il 2029 (decreto n. 4/476), che sarà attuato dalla Provincia del Sulcis Iglesiente.
Cosa cambia per i visitatori
Fino al 31 gennaio, aspettatevi squadre di cacciatori in campagna il giovedì, la domenica e nei giorni festivi. Chi partecipa a una battuta indossa abiti ad alta visibilità, e anche per chi cammina ha senso indossare indumenti dai colori vivaci.
I cinghiali attraversano le strade di campagna soprattutto al crepuscolo e di notte. La strada Sassari-Olbia e la periferia di Olbia sono tra i luoghi citati nelle segnalazioni recenti.
A Olbia non date da mangiare ai cinghiali e tenete chiusi i rifiuti: il protocollo del 2024 indica nel cibo facile ciò che li attira in città.
Una nota sui numeri
I totali degli incidenti sono i dati della Regione relativi a tutti gli animali selvatici, non ai soli cinghiali; il comunicato non indica la fonte dei dati, e «a quella data» significa 28 novembre 2025, quindi il periodo recente è di quasi sei anni contro cinque; per anno il numero è comunque all'incirca raddoppiato (nostro calcolo: circa 1.180 contro circa 600). La Regione indica 324.000 euro per i quattro comuni e afferma che sono ripartiti in parti uguali, cioè 81.000 euro ciascuno. Non esiste un censimento ufficiale dei cinghiali in Sardegna: Coldiretti, il sindacato degli agricoltori, ne ha stimati circa 100.000 nel luglio 2024, e La Nuova Sardegna ha ripreso quella cifra il 3 ottobre 2026 senza citare una fonte. I limiti di carniere si applicano per gruppo e per giorno. Abbiamo letto il decreto n. 20 nella copia pubblicata dall'associazione venatoria ANLC, i cui allegati riportano numero e data del decreto.
Un cinghiale selvatico sardo in Gallura, agosto 2014. Foto: Francesco Bellamoli, CC BY-SA 4.0, tramite Wikimedia Commons, ritagliata.
Fonti: Regione Sardegna, decreto sul calendario venatorio n. 20 del 7 agosto 2026 (copia ANLC) · Regione Sardegna, 28 novembre 2025 · Corte costituzionale, sentenza 16/2012 · Caccia Passione, 20 gennaio 2011 · L'Unione Sarda, 3 febbraio 2023 · L'Unione Sarda, 28 gennaio 2026 · L'Unione Sarda, 29 ottobre 2025 · L'Unione Sarda, 9 novembre 2025 · Olbia.it, 21 novembre 2024 · Gallura Oggi, 28 marzo 2025 · Olbia.it, 3 marzo 2026 · L'Unione Sarda, 31 luglio 2026 · Federcaccia, 9 febbraio 2026 · L'Unione Sarda, 30 luglio 2024 · La Nuova Sardegna, 3 ottobre 2026 · Caccia Passione, 25 ottobre 2023 · Gallura Oggi, 27 luglio 2026 · L'Unione Sarda, 20 maggio 2023
Il nostro punto di vista
Questa sezione è l'opinione dell'editore di Sardinia Blog, non cronaca giornalistica. Il nostro proprietario affitta case vacanza a Olbia e Golfo Aranci, quindi i cinghiali nelle strade di Olbia e sulle strade della Gallura riguardano direttamente i suoi ospiti.
Tenere sotto controllo il numero dei cinghiali è la politica giusta, e la Sardegna dovrebbe farlo con maggiore decisione. I cinghiali danneggiano colture, pascoli e recinzioni, e ogni stagione agricoltori e allevatori ne pagano il prezzo. Inoltre trasmettono malattie: la Sardegna ha convissuto per decenni con la peste suina africana, e solo nell'ottobre 2023 la Commissione europea ha riconosciuto come eradicato nei cinghiali selvatici il ceppo del virus presente sull'isola. Una popolazione numerosa e non gestita è il modo più semplice perché ritorni. Sulle strade, i dati della stessa Regione mostrano dal 2020 più del doppio degli incidenti con animali selvatici rispetto ai cinque anni precedenti.
La stagione venatoria è uno strumento, e le sue regole sono sensate: battute in giorni fissi, carabine per la precisione, un limite per gruppo e abbigliamento ad alta visibilità. Vicino ai centri abitati la risposta è la cattura con trappole e l'abbattimento mirato da parte di operatori addestrati, e per Olbia è già autorizzato. Il piano autorizzato nel dicembre 2025 a fine luglio non era ancora operativo. Se le catture sono davvero iniziate in ottobre, come ci è stato detto, il Comune e la provincia dovrebbero dirlo e pubblicare quanti animali sono stati catturati, e dove.
Lo stesso vale per bovini e maiali lasciati liberi di vagare. Una mucca che attraversava la strada a quattro corsie Sassari-Olbia vicino a Monti ha fatto notizia nel maggio 2023 come curiosità; su una strada senza illuminazione, di notte, è un incidente in attesa di accadere, e i sindaci che nel novembre 2025 hanno chiesto le barriere hanno citato gli animali vaganti accanto ai cinghiali. I proprietari dovrebbero essere obbligati a tenere il bestiame recintato, e le norme sui maiali allo stato brado dovrebbero essere fatte rispettare: nell'ottobre 2023 i maiali non registrati erano il motivo per cui dodici comuni della Sardegna centro-orientale restavano ancora nella zona di restrizione più severa per la peste suina.
I critici hanno ragione su un punto: abbattere di più non dimostra nulla se nessuno conta. La Regione dovrebbe pubblicare una stima del numero di cinghiali, i totali dei capi abbattuti nella stagione, che la sua nuova app per la caccia potrebbe registrare anche per il cinghiale, e i dati sugli incidenti strada per strada, in modo che ogni giornata in più o ogni abbattimento sia valutato sui risultati. E anche i residenti hanno un ruolo: dare da mangiare ai cinghiali o lasciare fuori i rifiuti vanifica qualsiasi piano.
Letture correlate
Altrove su Sardinia Blog: il divieto triennale di pesca dei ricci di mare che attende Bruxelles; lo studio per un'area protetta intorno all'antico olivastro di Luras; e il tetto di 2.500 persone al giorno già in vigore nel parco della Maddalena.
Sardinia Blog è pubblicato nell'ambito dell'ecosistema Rental12, un'azienda che affitta case di sua proprietà a Olbia e Golfo Aranci. I suoi consigli sulle strade di campagna e sulla guida al buio e il suo archivio stampa sono dichiarazioni aziendali, non prove indipendenti.
